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faq

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cosa vuol dire diritto d’autore per un brano musicale?

La musica classica è tutta free? Se gli autori sono tutti in pubblico dominio, posso usare tutto quello che voglio?
Musica classica non equivale a dire pubblico dominio (ovvero autore morto da più di 70 anni). Ad esempio Stravinskij - che nei canoni comuni rientra nella musica “classica” - è ancora sotto tutela (è morto nel 1971). Comunque, anche qualora un autore sia in pubblico dominio (ad esempio Mozart) va corrisposto un diritto al proprietario della registrazione che ha investito soldi e tempo per realizzarla convocando musicisti, pagando gli interpreti, gli studi di registrazione, i fonici. Quindi anche a lui deve essere corrisposto un compenso per quelli che si definiscono appunto “diritti di master”. Idem dicasi per eventuali elaborazioni di brani di pubblico dominio dove un compositore moderno abbia magari stravolto un brano di Mozart facendo sì che la propria rielaborazione venga riconosciuta come un vero e proprio nuovo brano, seppur tratto dal defunto Wolfgang Amadeus.

Al di sotto delle 8 battute posso usare tutto quello voglio?
Anche una sola battuta non può essere utilizzata in contesti commerciali di qualsiasi tipo qualora non sia stata rilasciata una specifica liberatoria di utilizzo. E' una vera e propria leggenda metropolitana!

L'uso interno aziendale è consentito? In una convention posso usare qualsiasi musica sul mio video?
Si tratta comunque di un utilizzo commerciale, sia che un video venga proiettato internamente nell'azienda sia ancora di più in una convention, in cui la musica viene utilizzata per caricare il pubblico e attirarne maggiormente l'attenzione. E' inoltre da considerare l'elevato valore economico di una convention che vede intervenire molto spesso anche migliaia di delegati. Inoltre è possibile che in presenza di determinate categorie merceologiche o marchi commerciali gli aventi diritto non rilascino le liberatorie in quanto esistano problemi di diritto morale (ad esempio prodotti petroliferi, alcolici, partiti politici, prodotti igienico-sanitari…)

Se acquisto musica legalmente su CD o in digitale ho diritto ad utilizzarla in contesti aziendali?
L'unico diritto che vengo ad acquisire con l'acquisto del CD o del file audio (vedi iTunes) è quello di ascoltare in privato il CD stesso. Se voglio utilizzare anche un solo secondo di musica per scopi commerciali devo sempre assolvere i diritti di sincronizzazione editoriali e di master.

E' vero che se realizzo una versione cover al posto di quella originale non devo pagare nulla?
Anche se di fatto ho creato una versione e ne detengo tutti i diritti (in questo caso i diritti di master) dovrò sempre ottenere i diritti di sincronizzazione dagli autori/compositori/editori della musica (diritti editoriali). Se questi negano l'utilizzo non posso utilizzare la registrazione che ho realizzato.

L'utilizzo no profit è sempre libero per legge? Devo richiedere autorizzazioni?
Falso. Si devono sempre ottenere le liberatorie dagli aventi diritto anche qualora questi siano disponibili a rilasciarla gratuitamente (cosa che può avvenire qualora venga formalmente dichiarato e dimostrato che tutto il progetto viene realizzato da tutti i partecipanti a costo zero).

Se utilizzo un brano in pubblicità non devo pagare? (in quanto faccio già pubblicità al brano stesso)
Si tratta di un utilizzo commerciale non consentito in assenza di una specifica liberatoria. Inoltre solitamente una determinata scelta musicale viene fatta con l'intento di dare valore aggiunto al messaggio pubblicitario aumentandone l’effetto ricordo e non il contrario (anche se non è escluso che talvolta un lancio di un nuovo brano possa essere sostenuto proprio dall’utilizzo in una campagna pubblicitaria).

E' vero che se uso musica di un autore defunto non devo più pagare nulla a nessuno?
No. La durata del diritto d’autore è di 70 anni calcolati a partire dalla fine dell’anno solare in cui l’autore è morto. Nel caso di brani scritti da più autori viene presa come base di calcolo la data di morte dell’ultimo di questi. Ad esempio, un brano musicale in cui un compositore sia tecnicamente considerabile in pubblico dominio (morto appunto da più di 70 anni) ma l’altro compositore o l’autore dei testi non lo sia ancora, è da considerarsi ancora sotto tutela e quindi non in pubblico dominio.
Un tipico esempio può essere la Turandot di Giacomo Puccini, in cui l’autore è di fatto un autore in pubblico dominio (Puccini è morto nel 1924) mentre non lo sono i librettisti dell’opera stessa (Simoni morto nel ’52 e Adami morto nel ’46).
Infine è da sottolineare come, se anche nella maggior parte dei Paesi la durata dei diritti d’autore è fissata nei 70 anni dopo la data morte, in alcuni Paesi Extra UE le diverse legislazioni possono definire durate diverse ed è quindi importante – nel caso si intenda utilizzare opere provenienti da questi paesi - verificare la giurisdizione internazionale nonchè i rapporti giuridici con l’Italia.

Se ho pagato i diritti per abbinare la musica al mio video e lo diffondo in spazi pubblici o in canali televisivi, devo corrispondere altri diritti?
Qualora il video venga diffuso in spazi pubblici (eventi, pubblica piazza, fiere, convention, punti vendita, etc.) dovrà essere richiesta alla SIAE (e, se all’estero alle sue rispettive consociate nazionali) una licenza di pubblica esecuzione in quanto le musiche sono di autori tutelati e quello che si è corrisposto è solo il diritto di utilizzo che consente di abbinare una determinata musica ad un certo video (diritti di sincronizzazione).
Se invece la trasmissione avviene su reti televisive - ammesso che questo tipo di utilizzo sia stato concesso dal titolare delle musiche - questi diritti saranno corrisposti dalle reti stesse a SIAE sulla base di accordi annuali stipulati per la trasmissione di repertori tutelati.

Se ho pagato il bollino SIAE sono a posto con i diritti?
No, il bollino SIAE è solo l’ultimo anello della catena di richiesta dei diritti. Prima devono essere sempre assolti i diritti di sincronizzazione (editoriali e master) nonché quelli di duplicazione (diritti di riproduzione). Il bollino inoltre è necessario solo per i prodotti distribuiti sul territorio italiano. Se quindi realizzo un video in Italia lo duplico e poi lo distribuisco solo all’estero non devo applicarlo (ovviamente resta l’obbligo di assolvere sempre i diritti di sincronizzazione nonché, nel caso di duplicazione di copie, di quelli di riproduzione).