Musiche dal repertorio Machiavelli Music per la docu-fiction “Amati fantasmi”
13 Oct 2021
Machiavelli Music partecipa al racconto della prima e unica casa di riposo per attori italiani, e la colonna sonora della docu-fiction “Amati Fantasmi” si arricchisce con musiche del suo repertorio internazionale.
Bird stories, Brightness falls, Windswept, Stolen dance, Million miles an hour, Bird Stories 125 BPM Abmin, Labyrinth, Love is an unwritten book: i titoli dei brani del repertorio Machiavelli Music scelti da Riccardo Marchesini, regista della fiction.
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“Amati Fantasmi”, la docu-fiction di Riccardo Marchesini, approda in prima visione su Rai 5 e sulla piattaforma streaming di RaiPlay per raccontare la storia della prima e unica casa di riposo per attori. Casa Lyda Borelli inaugurò a Bologna nel 1931 per ospitare quegli artisti che facendo una vita girovaga, quasi circense, arrivavano al termine della carriera senza una casa e senza una famiglia.
Il film, sceneggiato dalla scrittrice Grazia Verasani e prodotto da Giostra film, unisce elementi del reale alla fantasia raccogliendo le testimonianze di Pupi Avati, Gabriele Lavia, Giuliana Lojodice, Glauco Mauri, Tullio Solenghi, Pino Strabioli, Milena Vukotic e le interpretazioni di tanti attori teatrali come Lucia Poli, Giulia Lazzarini,Umberto Bortolani, Elena Bucci, Alessandra Frabetti, Francesca Mazza, Stefano Randisi, Marco Sgrosso, Enzo Vetrano.
Quando scende la notte, i saloni di Villa Borelli si animano di antiche presenze: sono i fantasmi degli artisti che hanno soggiornato in quel luogo. Fra le vecchie foto in posa, i bauli stipati di costumi impolverati, le locandine e i copioni ingialliti si riaccendono antiche rivalità fra anziane attrici, malinconie di una vita passata in tournée, aneddoti sui colleghi di un tempo e ricordi di luminosi successi…
Gli “Amati fantasmi” di Casa Borelli ci riportano così a una stagione lontana in cui gli attori girovagavano da un teatro a un set cinematografico per un’intera vita, fino a quando il peso degli anni li portava a Bologna, nella dimora degli attori, per l’ultimo atto delle loro esistenze


