la musica giusta di una campagna pubblicitaria arriva dritta al cuore

La musica giusta di una campagna pubblicitaria arriva dritta al cuore.

"La musica può nominare l’innominabile e comunicare l’inconoscibile”, diceva Leonard Bernstein.

E se questo è vero per un film, lo è ancora di più per uno spot, in cui la scelta della colonna sonora è fondamentale ancor più dello script o della scelta delle immagini.

Pietro Giola, CEO di Machiavelli Music, riflette sul tema della creatività nella pubblicità in questo particolare periodo storico.
“Durante il primo lockdown le persone hanno condiviso un forte spaesamento emotivo, e la risposta dei grandi Brand è stata univoca: le campagne promozionali sono diventate messaggi di vicinanza e solidarietà molto simili tra loro, anche dal punto di vista musicale, spesso accompagnate da rassicuranti note di pianoforte. Oggi, dopo diversi mesi, è tornata viva nella gente la voglia di normalità. E la produzione pubblicitaria per fortuna trasmette forti segni di ripresa, e sta dimostrando di ritrovare spirito di inventiva e creatività. Il coinvolgimenti degli utenti, quando ben congegnato, arriva dritto allo spettatore.”
“Non ci dimentichiamo”, aggiunge Pietro, “che il legame, il coinvolgimento diretto con il singolo  consumatore è veicolato in gran parte dalla musica”.

In pubblicità la musica è il principale elemento narrativo, per la sua capacità di costruire un ponte emozionale con lo spettatore e per il suo forte potere evocativo: sbagliare musica può compromettere il successo di un messaggio promozionale. 

Grazie al quotidiano La Stampa per questo approfondimento!